Bahá’u’lláh e la nuova era di John E. Esslemont

Bahá'u'lláh e la nuova era di J. E. Esslemont

Tra le numerose opere di introduzione alla Fede Bahá’í, Bahá’u’lláh e la Nuova Era di John Ebenezer Esslemont è indubbiamente la più nota e la più diffusa nel mondo. Un’altra caratteristica assai importante è la sinceritá: Esslemont è un Bahá’í convinto e ardente ed è impossibile che il suo amore non trapeli dalle sue parole – anzi questo dá al libro un tocco di poesia e di intimo calore. Ma avendo profondamente compreso gli insegnamenti Bahá’í, egli si avvale del proprio talento letterario per scrivere con onestá e purezza d’intenti un breve trattato su questa Fede, che egli vede ad un tempo quale «Causa di [un] repentino risveglio in tutto il mondo» e mezzo per «l’edificazione di una vera civiltá».

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Il segreto della Civiltà divina di ‘Abdu’l-Bahá

Straordinarie le circostanze, eccezionalmente qualificato l’Autore di questo libro dove si illustra e si rivela il carattere spirituale della vera civiltà. Scritto nel 1875 il testo originale persiano fu litografato a Bombay nel 1882; la prima traduzione inglese fu pubblicata a Londra nel 1910 e successivamente a Chicago nel 1918 con il titolo The Mysterious Forces of Civilization [Le Arcane Forze della Civiltà]. La presente versione, opera di Marzieh Gail, è più accurata e rispecchia la padronanza di entrambe le lingue posseduta da questa raffinata autrice che, nata da padre persiano e madre americana, ha trascorso molti anni in entrambi i Paesi...

Straordinarie le circostanze, eccezionalmente qualificato l’Autore di questo libro dove si illustra e si rivela il carattere spirituale della vera civiltà. Scritto nel 1875 il testo originale persiano fu litografato a Bombay nel 1882; la prima traduzione inglese fu pubblicata a Londra nel 1910 e successivamente a Chicago nel 1918 con il titolo The Mysterious Forces of Civilization [Le Arcane Forze della Civiltà]. La presente versione, opera di Marzieh Gail, è più accurata e rispecchia la padronanza di entrambe le lingue posseduta da questa raffinata autrice che, nata da padre persiano e madre americana, ha trascorso molti anni in entrambi i Paesi…

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Arte Compilazione CUG + Corpo Consiglieri Continentali

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«…in questo critico momento della storia del pianeta, nulla è più criticamente importante di invitare persone di ogni tipo e dotate di ogni talento al banchetto del Signore degli Eserciti.» ‘Abdu’l-Bahá ci dice che «tutte le arti sono un dono dello Spirito Santo». Nella comunità Bahá’í un’atmosfera che incoraggi ogni forma di espressione artistica, professionale o meno, senza dubbio servirebbe ad attrarre le benedizioni dello Spirito Santo. Una vita comunitaria che promuova l’espressione artistica non può che servire ad arricchire tutti i suoi membri e a sua volta diventa una calamita che attrarrà migliaia e migliaia di «persone di ogni tipo e dotate di ogni talento» per unirsi a condividere le benedizioni divine del «banchetto del Signore degli Eserciti».

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La saggezza di ‘Abdu’l-Bahá

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‘Abdu’l-Bahá, il figlio maggiore di Bahá’u’lláh, Rivelatore della Fede Bahá’í, fu dal 1892 al 1921, l’Interprete dei Suoi Insegnamenti e l’Esempio ideale di una vita perfetta esprimente un’era nuova di maturità spirituale oltre ogni pregiudizio di razza, di classe o di credo. Nato in Persia il 23 Maggio 1844, ‘Abdu’l-Bahá soffrì fin dalla prima giovinezza, quaranta anni di prigionia e di esilio. Riacquistata la libertà dopo la caduta del governo conservatore in Turchia, intraprese, dal 1911 al 1913, lunghi viaggi in Europa e in America, visitando moltissime città dei due continenti, incontrandosi con i membri di organizzazioni varie, con gli esponenti di differenti correnti di pensiero, tenendo conferenze pubbliche e private e soprattutto spiegando ai suoi ascoltatori i principi della Fede Rivelata da Suo padre e il Suo programma per una pace universale e duratura. Recatosi a Parigi nell’autunno del 1911, prese dimora in un appartamento situato nell’Avenue de Camoens (al N. 4), a pochi passi dai Giardini del Trocadero. Durante il periodo della sua permanenza colà, ‘Abdu’l-Bahá tenne delle riunioni giornaliere alle quali parteciparono uomini e donne di tutte le nazionalità, di tutti i credi, orientali e occidentali, colti e incolti, che furono sempre ricevuti da lui con viva simpatia e speciale favore. ‘Abdu’l-Bahá parlava in persiano, che veniva tradotto in francese da Monsieur e Madame Dreyfus-Barney, mentre Lady Sara Bloomfield, assistita dalle figlie Mary ed Ellinor e dalla sua amica Miss Beatrice Platt, prendeva giornalmente accurate note di tutti i discorsi i quali vennero poi raccolti in forma di libro e inviati ad ‘Abdu’l-Bahá che ne chiese subito la pubblicazione.

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