Le sette valli e le quattro valli di Bahá’u’lláh

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Le Sette Valli e le Quattro Valli sono due brevi, ma profonde trattazioni mistiche rivelate da Bahá’u’lláh, il fondatore della religione bahá’í (1817-1892) durante il periodo del Suo esilio in Iráq (1853-1863) e antecedentemente alla dichiarazione della Sua missione fatta ai Suoi più vicini seguaci nel giardino di Ridván, presso Baghdád, nel 1863. Esse sono concepite in forma di epistole, dirette a due differenti persone, ambedue autorevoli capi spirituali del sufismo (misticismo musulmano) iracheno di quel periodo. Le Sette Valli che Shoghi Effendi, il Custode della Fede Bahá’í (1921-1957) chiama « la Sua maggiore composizione mistica » ( Dio passa nel mondo, Roma, 1968, p. 142 ) furono scritte in risposte a domande poste a Bahá’u’lláh dal qádí (cadì, giudice dei tribunali tradizionali musulmani) di Khániqayn (città dell’Iráq al confine con la Persia), Shaykh Muhyi’i-Dín, e in esse, per usare ancora le parole di Shoghi Effendi, «Egli descrive i sette stadi che l’anima del ricercatore deve necessariamente attraversare prima di raggiungere lo scopo della sua esistenza» (ibidem).

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Tavole di Bahá’u’lláh

Tavole di Bahá'u'lláh


« La formulazione da parte di Bahá’u’lláh, nel Suo Kitáb-I-Aqdas, delle leggi fondamentali della Sua Dispensazione fu seguita, mentre la Sua Missione volgeva alla fine, dalla enunciazione di alcuni precetti e principi che formano il nocciolo stesso della Sua Fede, dalla riaffermazione della verità che Egli aveva precedentemente proclamato, dalla elaborazione di alcune delle leggi che Egli aveva già esposto, dalla rivelazione di ulteriori profezie ed ammonimenti e dalla istituzione di decreti sussidiari destinati ad integrare i provvedimenti del Suo Libro Più Santo. Questi furono registrati in innumerevoli Tavole, che Egli continuò a rivelare fino agli ultimi giorni della Sua vita terrena…

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Il Tabernacolo dell’unità di Bahá’u’lláh

Il Tabernacolo dell'unità diBahá'u'lláh


Dopo la nascita della Rivelazione bahá’í in una prigione sotterranea di Teheran dove il suo Autore era stato confinato nel 1852, la Fede di Bahá’u’lláh è rapidamente cresciuta, in ambienti sempre più vasti, al di fuori della matrice sociale e religiosa nella quale aveva avuto inizio. Fra le prime persone estranee alla comunità musulmana che si sentirono attratte dai suoi insegnamenti, un presagio dei popoli di tutte le fedi e le provenienze che sarebbero poi affluite nel suo universale abbraccio, vi furono alcuni zoroastriani in Persia e in India. A costoro Bahá’u’lláh indirizzò diverse Tavole, alcune delle quali sono qui presentate per la prima volta in una traduzione autorizzata completa. Fra queste opere spicca la Tavola di Bahá’u’lláh a Mánikchí Sáhib…

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Scritti di Bahá’u’lláh

Questo volume presenta una breve raccolta di brani tratti dagli Scritti di Bahá’u’lláh, adatta soprattutto a coloro che hanno da poco incominciato ad avvicinarsi a queste ispiranti opere. Nella disposizione dei brani si è seguito il seguente criterio: la Manifestazione di Dio, l’anima e i mondi dello spirito, l’Ordine mondiale di Bahá’u’lláh e la Grande Pace, doveri personali e significato spirituale della vita.

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