Lettera di ‘Abdu’l-Bahá al Prof. Auguste Forel

L’uomo possiede il potere della volontà e quello dell’intelletto, la natura ne è privata; essa è incatenata, l’uomo è libero; la natura è priva d’intendimento, l’uomo comprende; essa ignora gli avvenimenti del passato ma l’uomo li conosce; essa non prevede quelli dell’avvenire ma l’uomo, per il suo potere di discernimento, li prevede; essa non ha alcuna coscienza di sé, l’uomo è al corrente di tutte le cose. Se si suppone che l’uomo non è che un elemento della natura e che, poiché egli è dotato di queste perfezioni che non sono che delle manifestazioni della natura stessa e che, di conseguenza, essa non ne è privata ma ne è l’autore, risponderemo che poiché la parte dipende dal tutto, è impossibile che la parte possegga perfezioni di cui il tutto sia privo.
‘Abdu’l-Bahá

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Testimonianze di fedeltà di ‘Abdu’l-Bahá

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Questo libro parla di uomini e donne che cercarono di andare in prigione invece che di fuggirne, perché erano prigionieri di un grande amore. Amavano Bahá’u’lláh, Che il mondo del XIX secolo mise in catene e cercò di far tacere relegandoLo, alla fine, nella roccaforte crociata di ‘Akká. Come l’occhio del ciclone, Egli è il centro di questi racconti, ma vi appare a mala pena, rimanendo, come il Custode Lo descrisse, “trascendente nella Sua maestá, sereno, soggiogante, inarrivabilmente glorioso

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