L’Antico dei Giorni Vol. II° di Luigi Zuffada

Noi ci allontaniamo sempre più dal tempo. Leviamo il nostro piede sullo scrimolo dell’universo. Noi ce ne andremo al di lá, come coloro che ci hanno preceduto. Trasmettiamo il nostro vivere a coloro che verranno, in questo incessante scorrere del pianeta. (Se possediamo la bellezza, ebbene altri l’ebbero prima di noi e altri, dopo, l’avranno. Se abbiamo una magnifica voce di cantori, ebbene anche a Persepoli e a Tebe cantavano!) Noi scivoliamo, come un’ombra di nebbia nel vento.
Ma contro il fenomeno del corpo messo a giacere sotto terra e l’erba che vi si avvizzisce e la lapide obliterata; e contro le nostre vie cancellate in si breve tempo dalla memoria di tutti — contro tutto ciò abbiamo le Sue parole. E, nelle regioni infinite al di là del tempo, la Sua voce.
Forse è per questo che, ovunque Egli volga i passi, la luce guizza di viso in viso. E noi Lo riconosceremo per come ci accoglierá, per l’immediatezza della Sua penetrante misericordia, la grazia che occulta il male, il fulgore e la gloria che tutto avvolgerá nell’oblio… »
Marzieh Gail

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