Il Tabernacolo dell’unità di Bahá’u’lláh

Il Tabernacolo dell'unità diBahá'u'lláh


Dopo la nascita della Rivelazione bahá’í in una prigione sotterranea di Teheran dove il suo Autore era stato confinato nel 1852, la Fede di Bahá’u’lláh è rapidamente cresciuta, in ambienti sempre più vasti, al di fuori della matrice sociale e religiosa nella quale aveva avuto inizio. Fra le prime persone estranee alla comunità musulmana che si sentirono attratte dai suoi insegnamenti, un presagio dei popoli di tutte le fedi e le provenienze che sarebbero poi affluite nel suo universale abbraccio, vi furono alcuni zoroastriani in Persia e in India. A costoro Bahá’u’lláh indirizzò diverse Tavole, alcune delle quali sono qui presentate per la prima volta in una traduzione autorizzata completa. Fra queste opere spicca la Tavola di Bahá’u’lláh a Mánikchí Sáhib…

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Scritti di Bahá’u’lláh

Questo volume presenta una breve raccolta di brani tratti dagli Scritti di Bahá’u’lláh, adatta soprattutto a coloro che hanno da poco incominciato ad avvicinarsi a queste ispiranti opere. Nella disposizione dei brani si è seguito il seguente criterio: la Manifestazione di Dio, l’anima e i mondi dello spirito, l’Ordine mondiale di Bahá’u’lláh e la Grande Pace, doveri personali e significato spirituale della vita.

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La Proclamazione di Bahá’u’lláh ai re e ai governanti del mondo

La Proclamazione di Bahá'u'lláh ai re e ai governanti del mondo

“Noi desideriamo soltanto il bene del mondo e la felicità delle nazioni; eppure ci considerano fomentatore di discordie e di sedizioni . . . Tutte le nazioni abbraccino la medesima fede e tutti gli uomini divengano fratelli: tutti i legami d’affetto e d’unione fra la progenie umana si rafforzino, le diversità di religione cessino e l’antagonismo di razza svanisca… che male v’è in ciò?. . . Eppure tutto ciò avverrà; le lotte infruttuose, le guerre rovinose svaniranno, e si avrà l’avvento della ‘Più Grande Pace’ . . . Eppure vediamo i vostri re e capi sperperare i loro tesori più facilmente in mezzi di distruzione della razza umana piuttosto che in quelli che porterebbero alla felicità dell’umanità . . . Le lotte, lo spargimento di sangue e le discordie dovranno cessare e tutti gli uomini dovranno vivere come consanguinei in una sola famiglia. . . Che nessuno si vanti d’amare il suo paese, si vanti piuttosto di amare il suo simile . . .”  Bahá’u’lláh

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L’Antico dei Giorni I° di Luigi Zuffada

Porgi l’orecchio… alla voce dell’ Antico dei Giorni che ti grida dal Regno del Suo Glorio- sissimo Nome. È Lui, adesso, che proclama dai regni superni entro la più intima essenza di tutte le cose create: « In verità, Io sono Dio, non v’è altro Dio che Me ».    Bahá’u’lláh
Non è solamente giusto, ma utile per noi, che Dio sia nascosto in parte, e in parte manifesto, perché è altrettanto rischioso per l’uomo conoscere Dio senza conoscere la propria miseria, che conoscere la propria miseria senza conoscere Dio.    Pascal

 

 

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Epistola al Figlio del Lupo di Bahá’u’lláh

L’Epistola al Figlio del Lupo è un’ulteriore prova, se ne occorrono altre, che il Profeta Si è levato in mezzo a noi, come nel passato; che ancora una volta il mistero che ci circonda ha parlato per bocca di un essere umano; che l’antico modello – Precursore, Profeta, martiri e trionfo della Fede – si è ripetuto nel nostro tempo; che le promesse dell’avvento del Giorno di Dio, contenute nelle antiche Fedi, sono state finalmente mantenute.

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