La promessa della pace mondiale Compilazione della Casa Universale di Giustizia

La promessa della pace mondiale   Compilazione della Casa Universale di Giustizia

Ai popoli del mondo
La Grande Pace verso cui gli uomini di buona volontà hanno lungo l’arco dei secoli teso i loro cuori, la cui visione ha infiammato i veggenti e i poeti di innumerevoli generazioni e di cui le sacre scritture dell’umanità hanno costantemente, èra dopo èra, tenuto salda la promessa, è ora finalmente alla portata delle nazioni. Per la prima volta nella storia è per tutti possibile considerare l’intero pianeta, con le miriadi di genti così diverse, in un’unica visuale. La pace mondiale non solo è possibile, è inevitabile. Essa è lo stadio successivo nell’evoluzione del nostro pianeta: secondo l’espressione di un grande pensatore, «la planetizzazione dell’umanità».

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L’Avvento della Giustizia Divina di Shoghi Effendi

Immensa è l’arena, critico il periodo, grande la Causa, pochi gli operatori, breve il tempo, inestimabile il privilegio: pertanto nessun seguace della Fede di Bahá'u'lláh, degno di portarNe il nome, può permettersi un solo attimo di esitazione. Quella Forza d’origine divina, irresistibile nel suo potere travolgente, d’incalcolabile potenza, imprevedibile nel suo corso, misteriosa nel suo operare e terrificante nelle sue manifestazioni - una Forza che, come il Báb ha scritto “palpita nell’intimo essere di tutte le cose create” e che, secondo Bahá'u'lláh, con la sua “vibrante influenza” ha “sconvolto l’equilibrio del mondo ” e ne ha “rivoluzionato la vita ordinata” - questa Forza, agendo sotto i nostri occhi come una lama a doppio taglio, recide da un lato antichi legami che per secoli hanno tenuto in piedi l’edifizio della società civile e slega dall’altro quei lacci che ancora avvincono l’infante, irredenta Fede di Bahá'u'lláh. Shoghi Effendi

Immensa è l’arena, critico il periodo, grande la Causa, pochi gli operatori, breve il tempo, inestimabile il privilegio: pertanto nessun seguace della Fede di Bahá’u’lláh, degno di portarNe il nome, può permettersi un solo attimo di esitazione. Quella Forza d’origine divina, irresistibile nel suo potere travolgente, d’incalcolabile potenza, imprevedibile nel suo corso, misteriosa nel suo operare e terrificante nelle sue manifestazioni – una Forza che, come il Báb ha scritto “palpita nell’intimo essere di tutte le cose create” e che, secondo Bahá’u’lláh, con la sua “vibrante influenza” ha “sconvolto l’equilibrio del mondo ” e ne ha “rivoluzionato la vita ordinata” – questa Forza, agendo sotto i nostri occhi come una lama a doppio taglio, recide da un lato antichi legami che per secoli hanno tenuto in piedi l’edifizio della società civile e slega dall’altro quei lacci che ancora avvincono l’infante, irredenta Fede di Bahá’u’lláh.
Shoghi Effendi

 

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Lettera di ‘Abdu’l-Bahá al Prof. Auguste Forel

L’uomo possiede il potere della volontà e quello dell’intelletto, la natura ne è privata; essa è incatenata, l’uomo è libero; la natura è priva d’intendimento, l’uomo comprende; essa ignora gli avvenimenti del passato ma l’uomo li conosce; essa non prevede quelli dell’avvenire ma l’uomo, per il suo potere di discernimento, li prevede; essa non ha alcuna coscienza di sé, l’uomo è al corrente di tutte le cose. Se si suppone che l’uomo non è che un elemento della natura e che, poiché egli è dotato di queste perfezioni che non sono che delle manifestazioni della natura stessa e che, di conseguenza, essa non ne è privata ma ne è l’autore, risponderemo che poiché la parte dipende dal tutto, è impossibile che la parte possegga perfezioni di cui il tutto sia privo.
‘Abdu’l-Bahá

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Gli inviti del Signore degli eserciti di Bahá’u’lláh

Gli inviti del Signore degli eserciti di Bahá'u'lláh

Gli anni successivi all’arrivo di Bahá’u’lláh in Adrianopoli videro la Sua Rivelazione raggiungere, nelle parole di Shoghi Effendi, «l’apice della gloria» con la proclamazione del messaggio del suo Fondatore ai re e ai governanti del mondo. Durante questo periodo relativamente breve ma turbolento della storia della Fede e nei primi anni del Suo successivo esilio nella cittadella di ‘Akká nel 1868, Egli invitò i monarchi dell’Oriente e dell’Occidente collettivamente, e alcuni di loro personalmente, a riconoscere il Giorno di Dio e ad accettare il Promesso delle scritture delle religioni professate da coloro che ricevettero il Suo invito. « Mai, sin dall’inizio del mondo», dichiara Bahá’u’lláh, « il Messaggio è stato proclamato così apertamente». Il presente volume raccoglie la prima traduzione completa autorizzata di questi importanti scritti…

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