Gli inviti del Signore degli eserciti di Bahá’u’lláh

Gli inviti del Signore degli eserciti di Bahá'u'lláh

Gli anni successivi all’arrivo di Bahá’u’lláh in Adrianopoli videro la Sua Rivelazione raggiungere, nelle parole di Shoghi Effendi, «l’apice della gloria» con la proclamazione del messaggio del suo Fondatore ai re e ai governanti del mondo. Durante questo periodo relativamente breve ma turbolento della storia della Fede e nei primi anni del Suo successivo esilio nella cittadella di ‘Akká nel 1868, Egli invitò i monarchi dell’Oriente e dell’Occidente collettivamente, e alcuni di loro personalmente, a riconoscere il Giorno di Dio e ad accettare il Promesso delle scritture delle religioni professate da coloro che ricevettero il Suo invito. « Mai, sin dall’inizio del mondo», dichiara Bahá’u’lláh, « il Messaggio è stato proclamato così apertamente». Il presente volume raccoglie la prima traduzione completa autorizzata di questi importanti scritti…

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Il Tabernacolo dell’unità di Bahá’u’lláh

Il Tabernacolo dell'unità diBahá'u'lláh


Dopo la nascita della Rivelazione bahá’í in una prigione sotterranea di Teheran dove il suo Autore era stato confinato nel 1852, la Fede di Bahá’u’lláh è rapidamente cresciuta, in ambienti sempre più vasti, al di fuori della matrice sociale e religiosa nella quale aveva avuto inizio. Fra le prime persone estranee alla comunità musulmana che si sentirono attratte dai suoi insegnamenti, un presagio dei popoli di tutte le fedi e le provenienze che sarebbero poi affluite nel suo universale abbraccio, vi furono alcuni zoroastriani in Persia e in India. A costoro Bahá’u’lláh indirizzò diverse Tavole, alcune delle quali sono qui presentate per la prima volta in una traduzione autorizzata completa. Fra queste opere spicca la Tavola di Bahá’u’lláh a Mánikchí Sáhib…

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La Proclamazione di Bahá’u’lláh ai re e ai governanti del mondo

La Proclamazione di Bahá'u'lláh ai re e ai governanti del mondo

“Noi desideriamo soltanto il bene del mondo e la felicità delle nazioni; eppure ci considerano fomentatore di discordie e di sedizioni . . . Tutte le nazioni abbraccino la medesima fede e tutti gli uomini divengano fratelli: tutti i legami d’affetto e d’unione fra la progenie umana si rafforzino, le diversità di religione cessino e l’antagonismo di razza svanisca… che male v’è in ciò?. . . Eppure tutto ciò avverrà; le lotte infruttuose, le guerre rovinose svaniranno, e si avrà l’avvento della ‘Più Grande Pace’ . . . Eppure vediamo i vostri re e capi sperperare i loro tesori più facilmente in mezzi di distruzione della razza umana piuttosto che in quelli che porterebbero alla felicità dell’umanità . . . Le lotte, lo spargimento di sangue e le discordie dovranno cessare e tutti gli uomini dovranno vivere come consanguinei in una sola famiglia. . . Che nessuno si vanti d’amare il suo paese, si vanti piuttosto di amare il suo simile . . .”  Bahá’u’lláh

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Epistola al Figlio del Lupo di Bahá’u’lláh

L’Epistola al Figlio del Lupo è un’ulteriore prova, se ne occorrono altre, che il Profeta Si è levato in mezzo a noi, come nel passato; che ancora una volta il mistero che ci circonda ha parlato per bocca di un essere umano; che l’antico modello – Precursore, Profeta, martiri e trionfo della Fede – si è ripetuto nel nostro tempo; che le promesse dell’avvento del Giorno di Dio, contenute nelle antiche Fedi, sono state finalmente mantenute.

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