Il Tabernacolo dell’unità di Bahá’u’lláh

Il Tabernacolo dell'unità diBahá'u'lláh


Dopo la nascita della Rivelazione bahá’í in una prigione sotterranea di Teheran dove il suo Autore era stato confinato nel 1852, la Fede di Bahá’u’lláh è rapidamente cresciuta, in ambienti sempre più vasti, al di fuori della matrice sociale e religiosa nella quale aveva avuto inizio. Fra le prime persone estranee alla comunità musulmana che si sentirono attratte dai suoi insegnamenti, un presagio dei popoli di tutte le fedi e le provenienze che sarebbero poi affluite nel suo universale abbraccio, vi furono alcuni zoroastriani in Persia e in India. A costoro Bahá’u’lláh indirizzò diverse Tavole, alcune delle quali sono qui presentate per la prima volta in una traduzione autorizzata completa. Fra queste opere spicca la Tavola di Bahá’u’lláh a Mánikchí Sáhib…

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Scritti di Bahá’u’lláh

Questo volume presenta una breve raccolta di brani tratti dagli Scritti di Bahá’u’lláh, adatta soprattutto a coloro che hanno da poco incominciato ad avvicinarsi a queste ispiranti opere. Nella disposizione dei brani si è seguito il seguente criterio: la Manifestazione di Dio, l’anima e i mondi dello spirito, l’Ordine mondiale di Bahá’u’lláh e la Grande Pace, doveri personali e significato spirituale della vita.

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L’Antico dei Giorni Vol. II° di Luigi Zuffada

Noi ci allontaniamo sempre più dal tempo. Leviamo il nostro piede sullo scrimolo dell’universo. Noi ce ne andremo al di lá, come coloro che ci hanno preceduto. Trasmettiamo il nostro vivere a coloro che verranno, in questo incessante scorrere del pianeta. (Se possediamo la bellezza, ebbene altri l’ebbero prima di noi e altri, dopo, l’avranno. Se abbiamo una magnifica voce di cantori, ebbene anche a Persepoli e a Tebe cantavano!) Noi scivoliamo, come un’ombra di nebbia nel vento.
Ma contro il fenomeno del corpo messo a giacere sotto terra e l’erba che vi si avvizzisce e la lapide obliterata; e contro le nostre vie cancellate in si breve tempo dalla memoria di tutti — contro tutto ciò abbiamo le Sue parole. E, nelle regioni infinite al di là del tempo, la Sua voce.
Forse è per questo che, ovunque Egli volga i passi, la luce guizza di viso in viso. E noi Lo riconosceremo per come ci accoglierá, per l’immediatezza della Sua penetrante misericordia, la grazia che occulta il male, il fulgore e la gloria che tutto avvolgerá nell’oblio… »
Marzieh Gail

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Epistola al Figlio del Lupo di Bahá’u’lláh

L’Epistola al Figlio del Lupo è un’ulteriore prova, se ne occorrono altre, che il Profeta Si è levato in mezzo a noi, come nel passato; che ancora una volta il mistero che ci circonda ha parlato per bocca di un essere umano; che l’antico modello – Precursore, Profeta, martiri e trionfo della Fede – si è ripetuto nel nostro tempo; che le promesse dell’avvento del Giorno di Dio, contenute nelle antiche Fedi, sono state finalmente mantenute.

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